CHIROPRATICO
Il D.C. Shane Wells spiega chi è cosa fa

 

A cura del D.C. Shane Wells
Responsabile del Servizio di Chiropratica al Centro Medico Pianella di Merate

Allora, dottore, lei è un chiropratico: chi è e che cosa cura precisamente?

Sono un medico che cura problemi a livello neurologico, scheletrico e muscolare, senza utilizzare farmaci o interventi chirurgici. “I problemi a livello neurologico, muscolare e scheletrico” spesso per il paziente si traducono in una cosa sola: dolore. Dunque, molti dei miei pazienti sono persone che soffrono di dolore cronico.

Come li cura? Non si tratta forse di manipolazione delle articolazioni o della colonna vertebrale?

Per molti chiropratici, questa è effettivamente la base della loro prassi. Anzi, è molto più di una semplice base, tutto comincia e, troppo spesso, si esaurisce nella manipolazione. Si effettua una manipolazione per ripristinare la mobilità. Per me, la manipolazione è una tecnica, ma la mia chiropratica inizia dall’osservazione del sistema nervoso centrale e di come questo controlla le articolazioni e i muscoli. E’ un tipo di chiropratica chiamata Kinesiologia Applicata e, in questo ambito, in Italia siamo solo in due medici ad adottare un metodo noto come Quintessential Applications.

Come funziona concretamente?

Diciamo che una persona affetta da dolore cronico nella zona lombare viene da me. Inizio analizzando le reazioni dei muscoli di tutto il corpo. Ciò è dovuto al fatto che il corpo è un sistema e i problemi di un distretto hanno ripercussioni su tutto il corpo. E’ un po’ come la famosa storia del battito di ali di una farfalla in Cina, che perturba l’atmosfera e finisce per causare una tormenta di neve a New York.
Non è sempre un evento così estremo, però. Forse un esempio più pratico è questo: l’acquisto di un’auto usata. Una delle cose più importanti è verificare che gli pneumatici siano consumati in modo uniforme. In caso contrario, non significa che gli pneumatici stessi siano il problema, ma, piuttosto, che la convergenza è sbagliata oppure che c’è un problema al telaio. Analogamente, poiché il nostro corpo è un sistema integrato, il dolore in un distretto potrebbe essere il risultato di un problema che origina altrove.

Ad esempio?

Consideriamo il dolore lombare, che è un sintomo molto comune. Ora, il motivo per cui è un sintomo comune va attribuito al ruolo che la schiena e la colonna vertebrale svolgono nel modo in cui funziona il nostro corpo.
Molte persone accusano dolori lombari a causa del fatto che sono caduti atterrando sul sedere. E’ ovvio. Tuttavia, molti dei miei pazienti che accusano dolori lombari non ricordano di essersi danneggiati la schiena direttamente, perché non è necessario cadere atterrando sul sedere per avere il mal di schiena.
Ad esempio, se riuscite a evitare una caduta, slogandovi la caviglia anziché finire per terra, il vostro corpo automaticamente adotterà un meccanismo di compensazione per poter camminare, spostando il peso sull’altra gamba. La definizione scientifica di questo fenomeno è “risposta antalgica”, il termine comunemente usato da tutti è “zoppicare”.
Il punto è che quando si zoppica, si distribuisce il peso del corpo in modo squilibrato, perciò alcuni muscoli lavorano più del dovuto, mentre altri non lavorano affatto. Il corpo effettua una torsione per compensare la debolezza della caviglia e aiutarla a guarire e proprio questo può portare a problemi in altri punti.
Considerate un attimo come camminate. Ovviamente, la maggior parte della gente non ci pensa affatto, perché la caratteristica essenziale del camminare è precisamente poterlo fare senza doverci pensare. Però, se vi fermate un momento ad analizzare i movimenti che fate, vi renderete conto che le spalle e il bacino lavorano insieme durante il movimento. Dunque, una lesione alla spalla può creare problemi al bacino e viceversa. Inoltre, anche se la spalla potrebbe non dare alcun sintomo, non si può comunque risolvere il problema al bacino fino a quando non si sistema la spalla.

Ad esempio?

Faccio un esempio estremo. Ricordo un paziente che è venuto da me accusando un dolore lombare, che si prolungava lungo tutta la gamba sinistra. Era stato visto anche da un ortopedico, il quale aveva riscontrato un piccolo problema a uno dei dischi vertebrali, che però, a suo parere, non avrebbe potuto causare quel dolore. Al paziente era stato detto di aspettare che si sarebbe risolto. Questo paziente viene da me un mese e mezzo dopo, e, dopo averlo visitato, ho notato che un dente inviava un segnale di dolore a tutti i muscoli del corpo. I denti sono connessi alle altre parti del corpo, in modalità tutt’altro che scontate. La mascella è fondamentale nell’influenzare il modo in cui ci muoviamo, anzi funge quasi da giroscopio.
L’agopuntura oggi è nota a molti, ebbene nella mia pratica clinica lavoro sugli stessi punti del corpo, ma senza utilizzare gli aghi. Se si tocca un punto attivo, esercitando pressione nella zona dolente, è possibile ridurre il ritmo in cui i neuroni nel cervello inviano i segnali. Quindi ho trattato il dolore al dente di quest’uomo utilizzando i punti attivi dell’agopuntura, che hanno ridotto il dolore alla gamba di circa l’80% e l’ho mandato dal dentista. Come ci si poteva aspettare, il dentista ha riscontrato che il dente era marcio in prossimità del nervo e ha affermato che la soluzione era l’estrazione.
Il paziente, poi, è tornato da me dopo una settimana e, nuovamente, sono riuscito a ridurre il dolore di circa l’80%. Poi è andato dal dentista che gli ha estratto il dente, dopo di che il dolore è scomparso.
Ancora una volta, un esempio estremo. Ma ricordiamoci che il corpo è un sistema, un sistema molto complesso. E proprio come i pneumatici della vostra auto vi possono dire qualcosa sul telaio, allo stesso modo può accadere che la vostra gamba vi possa dire qualcosa sui vostri denti.

Dunque com’è la visita tipo nel suo ambulatorio ?

Quando arriva da me qualcuno con un dolore cronico, la prima cosa che faccio è controllare i muscoli al fine di localizzare eventuali disfunzioni del sistema nervoso. Ciò significa concretamente che trattengo un braccio o una gamba, mentre chiedo al paziente di muoverli e osservo il comportamento dei muscoli. Talvolta si contraggono eccessivamente, e questo significa che non riescono a disattivarsi, mentre in altri casi non si contraggono abbastanza, non riescono, cioè, ad attivarsi.
L’esame dei muscoli mi dice come funziona il sistema nervoso. Ciò mi consente di identificare eventuali disfunzioni del sistema nervoso, che, spesso, sono causate da segnali di dolore. Se ci si fa male a una caviglia, i nervi in quella zona inviano un segnale al cervello indicando la situazione di dolore. Talvolta questi segnali sono leggeri, quindi non ce ne accorgiamo e talvolta continuano fino alla guarigione della lesione. Il mio lavoro consiste nel capire da dove originano i segnali, calmare il sistema nervoso e stabilizzare il funzionamento delle cellule del sistema nervoso aiutando il loro metabolismo a tornare alla normalità.
La cosa importante è esaminare tutto il corpo. Se non lo facessi sistematicamente, non avrei mai scoperto il problema al dente.

Come fa a “calmare il sistema nervoso” ?

In generale toccando alcuni punti dell’agopuntura, il che modifica il modo in cui i nervi inviano i messaggi. Ad esempio, ho avuto una paziente che soffriva di dolore cronico a causa di una caduta sul ghiaccio, in cui si era fatta male alla zona lombare della schiena. E’ venuta da me dopo aver visto altri sei specialisti, compresi ortopedici e neurologi e dopo aver seguito dei trattamenti di fisioterapia. Niente aveva effetto, il dolore persisteva. Dopo quattro sedute nel corso di un mese, sono riuscito a stabilizzare il sistema nervoso al fine di eliminare il dolore.
Non dimentichiamo che usare i punti dell’agopuntura modifica il funzionamento delle cellule cerebrali che ricevono il segnale di dolore; riduce l’invio di questo messaggio e consente al loro metabolismo di tornare alla normalità. Se le cellule percepiscono un segnale di dolore per troppo tempo, come nel caso di questa donna, possono arrivare a modificare il metabolismo, perché vengono stimolate più velocemente del dovuto. Hanno invece bisogno di riposare e tornare al funzionamento normale.

Quindi la chiropratica riguarda soprattutto il cervello, non tanto la colonna vertebrale ?

In realtà riguarda entrambi. Un’altra mia paziente si era fatta male mentre sollevava una valigia per metterla sul portabagagli in treno. Questo episodio non ha solo rovinato la vacanza alla donna, ma l’ha anche costretta, per il successivo anno, a sottoporsi a fisioterapia, esercizi e persino a prendere, al bisogno, analgesici, e provare le terapie con gli ultrasuoni e la TENS, la stimolazione elettrica transcutanea.
Si è rivolta a me dopo che ho curato suo marito per una lombalgia. Sono riuscito a farle recuperare completamente la mobilità, curando i muscoli nella zona della spalla, con i punti dell’agopuntura, e curando le parti lesionate dei tendini e dei muscoli.
Oltre a questo lavoro, ho anche dovuto sistemare la colonna vertebrale. Se ricordate, abbiamo detto che quando il corpo riceve un segnale di dolore per troppo tempo, effettua una torsione per compensare, quindi abbiamo dovuto porre fine alla torsione attorno alla colonna vertebrale, che era precisamente il risultato di questa tensione compensatrice.

Ci ha detto prima che la maggior parte dei suoi pazienti sono affetti da dolore cronico. Ci sono altre tipologie di pazienti che si rivolgono a lei ?

Una buona parte del mio lavoro è fare prevenzione, per evitare che il dolore diventi debilitante. Molti dei miei pazienti sono atleti professionisti o amatoriali di alto livello. Golfisti e fondisti, per esempio. Non è difficile, peraltro, immaginare come il corpo possa reagire alle sollecitazioni cui questi soggetti sono sottoposti durante la pratica sportiva. Vedo anche i pattinatori artistici: per arrivare al livello che ammiriamo alla televisione, devono purtroppo cadere ripetutamente sul ghiaccio durante gli allenamenti.
Anche le persone che svolgono una professione molto meno affascinante possono trarre beneficio dalla terapia chiropratica, ad esempio tassisti, estetiste, impiegati d’ufficio,insomma chiunque faccia un lavoro che implica movimenti ripetitivi. Persino i bambini spesso sviluppano dei problemi a causa delle cartelle troppo pesanti. Inoltre, come si può intuire, i bambini si fanno piuttosto male anche nella vita quotidiana, semplicemente crescendo, che spesso implica non poche cadute.


 

 
 dir. san. dott. U. Motta aut. n° 42 del 24/09/96
P. IVA : 01570640134       R.E.A.  n°  200327

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